il restauro novembre 2011 – aprile 2012

I lavori di restauro sono stati eseguiti a Chioggia presso il cantiere Co.Na.Var, grazie ai primi contributi di Unioncamere del Veneto (in fase di erogazione) e della Regione Veneto attraverso la L.R. 1/1996 ha finanziato le iniziative di recupero delle imbarcazioni tradizionali della Laguna di Venezia.

Come si può intuire dalle immagini, i lavori hanno riguardato soprattutto l’opera viva dell’imbarcazione ed in particolare le ordinate, le cinte, l’inchiodatura e calafatura completa e la sostituzione di diverse parti dello scafo oltre al rifacimento delle zoje superiori, di parte dell’impavesata, la sostituzione di alcune bitte di ormeggio, delle gruette porta ancore, ecc. Per buona sorte, abbiamo trovato in buona condizione tutta la parte inferiore dello scafo ed in particolare le ordinate e il paramezzale.

Una particolare menzione va:

a Gilberto Penzo e all’Ing. Franco Slomp che hanno realizzato il rilievo orto-fotografico attraverso scanner laser, che renderà disponibile tutto il piano di costruzione e il piano dei legni, elementi indispensabili per l’opera di restauro filologico;

ai soci Ermanno e Alesandro Ervas che hanno restaurato o rifatto buona parte delle opere in ferro,

a Mikael Kiersgaard e Mathias Luher che hanno riesumato e messa in pratica un antico sistema di piegatura a vapore delle tavole di grosso spessore;

a Roberto Terzi che è stato presente nelle fredde giornate invernali per verificare l’andamento dei lavori e contribuire volontariamente alle operazioni di pulizia e riordino generale della barca;

ai componenti il Direttivo, Alfredo Zambo, Masimo Gin e Giorgio Suppiej, per il loro ruolo di relazione, direzione, monitoraggio e pianificazione dei lavori con il Cantiere Co.Na.Var.

ai soci Kees Vandermejraken, Paolo Steffinlongo, Martino Rizzi, Manuel Hofer, che con la loro disponibilità e presenza hanno garantito la conduzione dell’imbarcazione e contribuito al restauro dell’armo velico, insieme al vecchio proprietario Hugo Herrmann.

Per la sicurezza dell’imbarcazione si è reso necessario eseguire opere che richiederanno risorse aggiuntive rispetto al budget a disposizione, che dovremo reperire nelle istituzioni locali, tra veneziani e non, e anche con l’apporto di tutti i soci.

Tutti devono essere consapevoli che l’imbarcazione rappresenterà la nostra città e il Veneto, alle fiere previste dal progetto europeo Cluster Club tra il 2012 e il 2013 (come da progetto Cluster Club dell’Eurosportello Veneto) e parteciperà agli eventi previsti nella nostra città nei primi anni.

È per tali motivi che confidiamo in tutti i soci di essere parte attiva nell’allargare la nostra compagine sociale e ricercare nuovi contributi per potersi presentare nel migliore dei modi agli appuntamenti a cui parteciperemo. Il Consiglio direttivo, oltre a fare la propria parte come ha sempre fatto in passato e nell’immediato, continuerà a farla nell’organizzare tutte le attività finalizzate all’autofinanziamento.

Ora siamo ritornati in Punta della Dogana, grazie al permesso ottenuto dal Comune di Venezia, che ringraziamo della disponibilità dimostrata.

Il presidente Alfredo Zambon e tutto il Consiglio direttivo